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Premessa

 

La domanda sorge spontanea, questo libro sarà all’altezza di “Cambiare l’acqua ai fiori”? I giudizi di chi l’ha letto sono decisamente discordanti. O meglio, come per ogni cosa c’è chi la ama e chi la odia. Le aspettative, soprattutto per chi ha già letto “Cambiare l’acqua ai fiori”, sono decisamente alte ma…a mio parere, non vengono certamente deluse.

La Perrin si conferma una scrittrice dai toni poetici anche nel raccontare un’amicizia decisamente travagliata.

La trama

Il libro è incentrato sull’amicizia fra i tre (…) Adrien, Étienne e Nina, amicizia nata fin dall’infanzia e che diventerà sempre forte ed esclusiva tanto da stringere il patto di lasciare insieme la Borgogna per trasferirsi a Parigi e non separarsi mai.

La voce narrante del libro è un quarto personaggio, Virginie, una giornalista che a distanza di anni, racconta gli avvenimenti: gli amori, le separazioni, i lutti e la malattia, le gioie e le delusioni, che segnano la vita dei personaggi. Tre personalità discordi, eppure legatissime.

Etienne Beaulieu è bello e ricco, Adrien Bobin timido e studioso. Nina invece ha un temperamento d’artista e sembra essere il fulcro della storia. È il collante fra i tre.

Etienne dopo un passato da tombeur de femmes (permettetemi il francesismo) diventerà un poliziotto. La sua storia d’amore con Clotilde Marais, però, farà da sfondo alla vita dei tre amici. Adrien scriverà sotto pseudonimo un romanzo che riscuoterà grande successo. Nina, sconvolta dalla morte in un incidente di suo nonno Pierre, che l’ha cresciuta, ormai sola al mondo, sposerà Emmanuel, un uomo ricco e possessivo.

Il ritrovamento sul fondo di un lago vicino al loro paesino natale di un’automobile con i resti di Clotilde scatenerà dubbi e riflessioni fra i protagonisti.

La mia recensione

Io non sono stata delusa. Anche questo libro della Perrin mi è piaciuto molto.

Quanta poesia, quanto mistero. E soprattutto personaggi femminili che fluttuano tra la durezza e la delicatezza.

“Si, le ragazze sono poesie taciute” (pag.63) , mai frase fu più vera riletta alla luce del romanzo letto per intero.

Devo confessare che il mistero principale del libro che viene svelato nella seconda metà mi ha turbata, io che sono una grande lettrice di gialli e che, di solito, intuisco abbastanza in fretta chi è “l’assassino”, questa volta mi sono sentita un po’ stupida. Avevo una domanda che mi passava per la testa e la risposta non è stata quella che mi aspettavo.

Bella la storia di amicizia che, letta con gli occhi di un adulto sappiamo già come andrà a finire. L’amicizia fra bambini difficilmente supera gli avvenimenti della vita, ma a volte, come in questo caso, l’amicizia rimane latente e a volte altri avvenimenti la fanno tornare a galla.

Leggetelo, ne vale davvero la pena.

 

Isabella, pigra di corsa!

Isabella, pigra di corsa!

Il mio motto è sempre stato ‘perchè correre se puoi camminare’!

Ma nella mia “scalata” all’Italia le cose sono cambiate.

Nata in una piccola città della Basilicata (la più grande delle due che ci sono), trasferita per motivi di studio in un’altra piccola città della Toscana, rimasta a Milano per amore.

Non so se la mia corsa è giunta alla meta… nel frattempo sorrido perchè credo che un sorriso sia il regalo più bello che si possa fare agli altri.