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Premessa

Søren Sveistrup non è uno scrittore di libri, è uno sceneggiatore. Si è occupato lui, tra le altre cose, della sceneggiatura del film tratto dal libro di Nesbo “L’uomo di neve”.

Questo è il suo primo romanzo. A mio parere l’impronta dello sceneggiatore è fortemente percepibile: i lettori che, come me, si immergono nella lettura “come se vedessero un film”, si troveranno immediatamente a vivere la storia in prima persona!

 

La trama

E’ il 1989. Il poliziotto è di pattuglia nella campagna intorno a Copenaghen. Ormai gli manca poco per la pensione. Immerso nei suoi pensieri, ferma la macchina continuando a borbottare tra se’. E’ assolutamente inconsapevole di quello che sta per succedere. La fattoria gli è stata segnalata dalla centrale per un banale controllo. Si avvicina alla porta d’ingresso. Nessuno risponde al suo bussare. Uno strano silenzio avvolge la casa, interrotto solo dal gracchiare delle cornacchie. Entra e rimane agghiacciato: cadaveri orribilmente mutilati, sangue. Trova due bambini, ancora vivi. Bambini tremanti e terrorizzati. Tutto intorno omini fatti di castagne, infantili e deformi, come muti spettatori. Abbassa l’arma, si avvicina ai bambini. Ma quello che non sa è che l’assassino è ancora in casa…

L’azione si sposta ai giorni nostri. Una serie di omicidi sconvolgono la Danimarca. Tutte giovani donne, tutte mamme segnalate ai servizi sociali. Sulla scena dei delitti viene sempre trovato un omino fatto di castagne.

Il ritmo si fa serrato. Le indagini vengono assegnate a due investigatori, una donna e un uomo, che non hanno mai lavorato insieme. Ma quelli che inizialmente sembrano dei poliziotti poco invogliati, e anche male assortiti, si rivelano degli investigatori di valore.

Il serial killer è quanto di più crudele si possa immaginare. Il suo personaggio è portato all’estremo e incarna l’essenza del male.

L’indagine si svolge con continui cambi di direzione, il lettore sarà travolto dagli eventi e non avrà indizi per scoprire l’identità dell’assassino, sino al colpo di scena finale, del tutto inaspettato, che lo lascerà senza fiato.

 

La mia recensione

Da lettrice appassionata di crime story, non ho potuto non amare questo libro.

Ho trovato tutte le caratteristiche che un buon thriller deve avere: velocità, suspense, originalità, una trama ben intrecciata. Una lettura che sgombra la mente e assorbe completamente l’attenzione.

L’inizio è coinvolgente. Ci si trova sin da subito trasportati nel libro.

Lo scrittore delinea con tratti veloci la scena d’apertura: il freddo, il silenzio, solo il rumore dei corvi che banchettano sulla carcassa di un maiale morto, tutt’intorno l’aria è  immobile.

Le immagini che l’autore riesce a dare a chi legge sono veramente vivide e reali.

I personaggi assumono consistenza man mano che si va avanti con la lettura: i due investigatori,  Thulin, che è in attesa del trasferimento in un’altra squadra, e  Hess, arrivato da Copenaghen perché costretto a “cambiare aria” per una sorta di punizione, che si trovano assegnati al caso quasi per sbaglio; il serial killer, la vera incarnazione del male, inafferrabile e spietato.

Se sei un appassionato di Nesbo, di Mankell, questo autore è imperdibile! 

Un libro da intenditori, assolutamente da leggere!